Ciao, Matteo

All’alba di sabato 6 settembre Matteo Barone stava attraversando Via Porpora sulle strisce pedonali, quando una persona alla guida di un’auto lo ha investito facendolo sbalzare a quasi 40 metri di distanza.

Matteo è morto sul colpo. Matteo aveva 25 anni e tutta una vita davanti.

Abbiamo organizzato un presidio in sua memoria; una manifestazione per chiedere alle persone alla guida di fermarsi alle strisce pedonali, al Comune di ridisegnare le strade, al Governo di promuovere norme per ridurre la velocità massima e facilitare i controlli.

Prima del presidio, abbiamo organizzato una rapida azione: attraversavamo la strada in. maniera continuativa a cicli di 2 minuti e intanto alcune persone tra noi distribuivano un volantino agli automobilisti fermi. Sopra c’era scritta una cosa semplice: davanti alle strisce pedonali devi fermarti.

Quello che è successo non è un “incidente” perché via Porpora è una autostrada urbana, larga 12 metri con marciapiedi striminziti e nessun dissuasore di velocità per tutta la sua lunghezza. In questa condizione sorgono scuole, case, negozi, bar e luoghi di aggregazione, i cui accessi sono possibili solo per chi vuole sfidare la sorte attraversando la strada, implorando la pietà di chi ha troppa fretta per fermarsi alle strisce pedonali.

Matteo è la 259esima persona a piedi investita e uccisa in Italia dall’inizio dell’anno (dati ASAPS).

Ecco il discorso iniziale della manifestazione fatto da Giuseppe, l’attivista che ha lanciato l’idea di organizzare la manifestazione:

Innanzitutto volevamo ringraziare tutte le persone che sono venute oggi, 

È davvero importante esserci, soprattutto in questi momenti.

Mi chiamo Giuseppe, sono un cittadino del quartiere e sono una delle persone che ha contribuito a organizzare questa manifestazione. 

Oggi siamo qui tutti presenti per Matteo, perché è assurdo morire a 25 anni, in una strada cittadina mentre si attraversa sulle strisce pedonali.

Non conoscevo Matteo, non lo conosceva nessuno di noi che abbiamo organizzato questo momento, ma, se ancora siamo un minimo umani, non occorre conoscere una persona per empatizzare con essa.

Soprattutto se, come me e tanti altri presenti qui, si vive nel quartiere, un quartiere che non è ancora la Milano dei turisti, ma è un quartiere vivo, fatto di negozi dove diamo del tu, dove quel che accade a te, accade a tutti.

E chi vive nel quartiere lo sa benissimo, che quel che è successo a Matteo, poteva succedere a chiunque di noi. Perché via PORPORA, è di fatto una autostrada urbana, larga 12 metri, con marciapiedi strettissimi, e dove gli automobilisti sfrecciano tanto in pieno giorno quanto a notte fonda, guidando a una velocità folle e in condizioni incontrollate.

In questi giorni, quando ho presentato  questo presidio nel quartiere, ho parlato con i negozianti e le persone ed ognuno di noi sa benissimo che NESSUNA persona al volante, si ferma davanti a queste strisce pedonali, di giorno e di notte, e tanti di voi mi avete raccontato di investimenti schivati per poco, proprio attraversando queste strisce.

Ed allora non ci sto con la narrazione che vogliono fare passare, cioè che questo sia stato solo un “incidente” e quindi un episodio imprevisto in quanto imprevedibile, una “tragedia frutto solo del caso”.

NO 

La verità è che questa strada in queste condizioni è una roulette russa, giocata sulla nostra pelle.

Chi guida l’auto, ignora troppo spesso la precedenza sugli attraversamenti pedonali 

Chi ha il dovere e la responsabilità di controllare, lascia le strade in una situazione di anarchia

Chi è al governo della città,  ha un approccio troppo cauto nell’implementazione di provvedimenti che potrebbero salvare vite 

E chi è al governo del Paese, di fronte a 3.000 morti sulle strade all’anno adotta misure per ostacolare i controlli e la riduzione dei limiti di velocità 

Quindi se davvero vogliamo che queste cose non accadano più, 

Se lo vogliamo veramente 

Dobbiamo cambiare questa città, partendo subito da via PORPORA che da autostrada urbana deve tornare ad essere strada di quartiere, una strada di vita, non di morte.

Gli amici di Matteo hanno lanciato una raccolta fondi in favore della famiglia: https://www.gofundme.com/f/matteo-barone

Questa è l’ultima canzone composta e cantata da Matteo Barone, “Baro”