“Bologna 30 e lode”: è stato questo il nome del flash mob di venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 18.30 a Milano, in via Beroldo, promosso da cittadine, cittadini, attiviste e attivisti per esprimere sostegno a Bologna Città 30, la prima grande città italiana ad aver sperimentato su larga scala un modello di mobilità urbana orientato alla sicurezza delle persone.
Bologna ha indicato una strada possibile per tornare ad avere città più giuste, umane e vivibili, mettendo al centro la sicurezza stradale, lo spazio pubblico e la qualità della vita. Una scelta coraggiosa che, nei primi due anni di attuazione, ha già prodotto risultati concreti e misurabili, con una riduzione di scontri, feriti e vittime sulle strade cittadine.
Il recente provvedimento del TAR dell’Emilia-Romagna, che interviene su aspetti amministrativi del progetto, non mette in discussione la legittimità né l’efficacia del modello, ma rischia di rallentare un’esperienza che – dati alla mano – sta andando nella direzione giusta. In due anni, grazie a questo approccio, a Bologna sono state salvate 17 vite umane.
Il flash mob milanese nasce proprio per questo: dire pubblicamente che Bologna non è sola e che esiste una comunità ampia di persone che chiede strade meno veloci e più sicure, indipendentemente dalle etichette o dalle modalità tecniche di attuazione. Una richiesta che arriva dal basso e che riguarda il diritto fondamentale alla sicurezza e alla vita nello spazio urbano.
