Milano, quanti altri bambini devono morire?

5 novembre 2011 – 5 novembre 2026

Drammatica cronistoria degli ultimi 15 anni in via Solari

Via Solari 15 anni fa – 5 novembre 2011 – Lo scontro

Giacomo Scalmani, 12 anni, morì la sera del 5 novembre 2011 in via Solari, all’altezza di piazza del Rosario: mentre tornava a casa in bici dall’oratorio di Santa Maria del Rosario, una persona aprì la portiera posteriore di un’auto in sosta vietata e lo fece cadere sui binari mentre passava il tram della linea 14.

Si aprì un forte dibattito su sosta selvaggia e sicurezza dei ciclisti a Milano. Fonte: Il Giorno.

6 novembre 2011 – Veglia e prime multe

Circa 500 persone alla veglia in Santa Maria del Rosario, con il sindaco Pisapia e la vicesindaca Guida. Pisapia viene contestato da alcuni residenti. Nella sola domenica in via Solari vengono elevate 266 contravvenzioni. Fonti: il Giornale, MilanoToday, MilanoToday – Street View.

7 novembre 2011 – Inchiesta

La Procura apre un fascicolo per omicidio colposo; denunciati il tranviere e la passeggera che aprì la portiera. Il Consiglio comunale chiede un “manuale di sopravvivenza per chi va in bici” dedicato a Giacomo per le scuole. Fonti: Il Giorno, il Giornale.

8 novembre 2011 – “Da anni ci dicevano di non multare”

Forti critiche sulla gestione della sosta irregolare nella zona. I sindacati dei vigili sostengono che da anni le auto in divieto di sosta fossero tollerate e che le multe venissero elevate solo sporadicamente. Esponenti politici e istituzionali chiedono chiarimenti sulle mancate sanzioni e sottolineano che la tragedia poteva essere evitata. Il Comune annuncia un giro di vite contro la sosta selvaggia e la riattivazione di progetti per mettere in sicurezza la strada. Viene inoltre promesso un rafforzamento dei controlli e delle misure a tutela di ciclisti e pedoni. Fonte: La Repubblica

8 novembre 2011 – Le scuse di Pisapia

A margine della veglia in ricordo di Giacomo, il sindaco Giuliano Pisapia, rispondendo a chi gli faceva notare l’assenza di percorsi ciclabili protetti in via Solari, invitò a chiedere conto della situazione a chi non aveva realizzato le piste ciclabili negli anni precedenti. Il riferimento era alla precedente amministrazione guidata da Letizia Moratti, terminata pochi mesi prima. Le sue parole suscitarono alcune critiche tra i residenti, che le ritennero poco appropriate al contesto. Anche Il Giornale diede risalto alla vicenda, sostenendo che, durante un momento dedicato alla vicinanza alla famiglia di un ragazzo di 12 anni appena scomparso, il richiamo alle responsabilità della precedente giunta fosse apparso a molti come uno scaricabarile politico fuori luogo. Successivamente, il sindaco inviò una lettera al quotidiano per chiarire il senso delle dichiarazioni pronunciate durante la veglia. Fonte: il Giornale.

10–12 novembre 2011 – Memoriale e mobilitazione

Dal 10 novembre una bici bianca (ghost bike) viene legata a un albero nel punto dell’incidente. Giovedì sera la Critical Mass pedala in silenzio da piazza Mercanti a via Solari; il sabato successivo è annunciata un’altra manifestazione. Fonti: MilanoToday, Partecipami.

Dicembre 2011 – Il cartello mancante

Emerge che il cartello di divieto di sosta era stato rimosso durante i lavori comunali sul marciapiede e non ricollocato: vengono indagati anche tre dirigenti del Comune. Fonte: il Giornale.

5 Novembre 2012 – La polemica dei commercianti contro la rimozione delle auto in sosta irregolare

I commercianti espongono un messaggio anonimo nel quale i commercianti e gli esercenti di via Solari lamentano che, dopo l’incidente mortale, i controlli e le multe per la sosta irregolare siano aumentati drasticamente, con la quasi totale eliminazione dei parcheggi lungo la via. Sostengono che la situazione stia causando gravi danni economici alle attività commerciali e difficoltà operative per fornitori, taxi e clienti. Segnalano inoltre una percezione di minore sicurezza, attribuita al calo della presenza di persone in strada e a episodi di criminalità e vandalismo. Chiedono soluzioni che garantiscano sia la sicurezza stradale sia la tutela delle attività economiche e dei lavoratori della zona. Fonte: Il Post.

Luglio 2013 – Rubata la bici memoriale

Negli anni, la bicicletta di Giacomo Scalmani, lasciata in via Solari insieme a fiori e messaggi, era diventata un simbolo di memoria della tragedia che costò la vita al dodicenne.

Già in passato erano stati sottratti alcuni componenti, come i pedali, ma nel 2013 viene rubata completamente la bici, cancellando uno dei segni più visibili del ricordo.

Un gesto che lasciò amarezza e che colpì non solo un oggetto, ma un luogo diventato simbolo di memoria e di riflessione sulla sicurezza stradale. Fonte: Il Post.

Pochi giorni dopo il furto, gli attivisti hanno installato una nuova ghost bike per Giacomo, legandola in alto, sospesa a un palo della luce per preservare questo secondo simbolo ed evitare che venisse sottratto nuovamente. La ghost bike si trova tuttora nello stesso punto per ricordare Giacomo e richiamare l’attenzione sulla sicurezza stradale.

Novembre 2019 – Genitori Antismog ricordano Giacomo e denunciano come in 8 anni la situazione non sia cambiata

Nel 2019, a otto anni dalla morte di Giacomo Scalmani, il gruppo Genitori Antismog ricorda la tragedia con un post sui social, sottolineando come il ragazzo avrebbe compiuto 20 anni. Nell’occasione, l’associazione ha denunciato la mancanza di progressi significativi nella sicurezza stradale per pedoni e ciclisti a Milano, affermando che “non è cambiato niente”. Ha inoltre richiamato l’attenzione sui dati degli incidenti stradali e sul mancato completamento di alcune misure previste per aumentare la sicurezza in via Solari, tra cui una corsia protetta per il tram che avrebbe impedito la sosta irregolare delle auto.

Il ricordo di Giacomo è stato così accompagnato da un appello a fare di più per prevenire nuove tragedie sulle strade cittadine. Fonte: Fanpage.

Novembre 2022 – sono passati 11 anni e nulla è cambiato

In seguito ad uno scontro in cui ha perso la vita Luca Marengoni, uno studente di 14 anni investito da un tram della linea 16 in via Tito Livio, mentre andava a scuola in bicicletta, il caso di Giacomo viene richiamato. Esperti di sicurezza stradale e cittadini evidenziano la necessità di intervenire sui tratti tranviari dove pedoni e ciclisti possono attraversare o incontrarsi in modo pericoloso, soprattutto in prossimità di scuole e altri luoghi sensibili. Molte linee tranviarie milanesi presentano punti critici privi di barriere di protezione o adeguati sistemi di regolazione degli attraversamenti.

Viene inoltre ricordato come, dopo la morte di Giacomo Scalmani in via Solari, le misure adottate siano rimaste limitate e nel tempo anche i controlli sulla sosta irregolare siano diminuiti. Fonte: il Giornale.

5 novembre 2026 – sono passati 15 anni e qui non è cambiato niente

Città delle Persone dedica questa giornata al ricordo di Giacomo con una Massa Marmocchi al mattino, un flash mob con presidio nel pomeriggio e il passaggio della Critical Mass in serata. Ma accanto al ricordo, siamo costretti a constatare e denunciare che, a quasi 15 anni dalla sua morte, via Solari è rimasta sostanzialmente uguale: la sosta irregolare continua a essere tollerata nonostante il divieto di fermata, la corsia del tram non è protetta e chi percorre questa strada è esposto ogni giorno a situazioni di pericolo.

Molte persone del quartiere scelgono di evitare via Solari proprio perché la percepiscono come insicura.

E, come via Solari, molte altre strade della città continuano a presentare criticità che mettono a rischio pedoni e ciclisti. Per questo chiediamo un impegno politico concreto e una forte volontà di cambiamento, affinché la sicurezza stradale diventi finalmente una priorità e tragedie come quella di Giacomo non si ripetano mai più.

La politica e le istituzioni

  • Giunta comunale (2011): sindaco, vicesindaca e assessori esprimono vicinanza alla famiglia. Il Giorno
  • Giuliano Pisapia, sindaco (2011): alla veglia, a chi lamentava l’assenza di piste ciclabili, risponde di chiedere a chi non le aveva fatte prima; poi si scusa per iscritto, spiegando di aver appena saputo che la giunta precedente aveva bloccato i lavori di messa in sicurezza della via. MilanoToday Lettera al Giornale
  • Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità (2011): il Comune stava già progettando la protezione della corsia del tram e avrebbe proceduto con più determinazione. il Giornale
  • Marco Granelli, assessore alla Sicurezza (2011): respinge l’accusa di inerzia citando le 266 multe di domenica 6 novembre. Il Giorno
  • Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale (2012): prefazione del manuale per ciclisti dedicato a Giacomo. Manuale (PDF)

La vicenda processuale

1. Le indagini e le imputazioni (2012)

A un anno dalla morte di Giacomo Scalmani, la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio di otto persone, tra cui l’automobilista, la passeggera che aprì la portiera, il conducente del tram, una funzionaria comunale e alcuni responsabili del cantiere presente nell’area.

2. I patteggiamenti (gennaio 2013)

L’automobilista e la passeggera della vettura in sosta vietata patteggiano una pena sospesa per omicidio colposo, riconoscendo così una responsabilità nella catena di eventi che portò all’incidente.

3. Assoluzione della funzionaria comunale (febbraio 2013)

La funzionaria del Comune viene assolta con rito abbreviato, mentre il tranviere e i responsabili del cantiere vengono rinviati a processo.

4. La sentenza di primo grado (2015)

Il conducente del tram viene condannato a 1 anno e 6 mesi per concorso in omicidio colposo. Vengono invece assolti il direttore dei lavori, il capo cantiere e il legale rappresentante della ditta coinvolta.

5. L’esito in appello (2016)

La Corte d’Appello ribalta la decisione di primo grado e assolve il tranviere, facendo venir meno l’unica condanna emersa dal dibattimento. La vicenda si conclude quindi con i patteggiamenti dei due occupanti dell’auto e con l’assoluzione degli altri imputati.

Fonti: il Giornale, Il Post, Il Giorno1, Il Giorno2, Il Giorno3, MilanoToday2, MilanoToday2.